sur Amazon.fr. IV-VIII [4] Οἱ δὲ μυθώδη παντάπασι περὶ τῆς γενέσεως διεξίασι. La nomina allora fu avanzata dal tribuno della plebe Aulo Gabinio che propose la Lex Gabinia, che assegnava a Pompeo il comando della guerra contro i pirati del Mediterraneo, con un ampio potere che gli assicurava il controllo assoluto sul mare e anche sulle coste per 50 miglia all'interno, ponendolo al di sopra di ogni capo militare in oriente. Pompeo non solo distrusse Mitridate, ma sconfisse anche Tigrane il grande, re di Armenia, con cui in seguito fissò dei trattati. ci-dessous) l'édition et la traduction (p. 1-103) ainsi qu'une note sur l'édition (p. 287-292). Gli ottimati provarono con ogni mezzo ad evitarla. Proche du Tea Party et adhérant à la thèse de la controverse sur le réchauffement climatique, il se présente en 2010 à la Chambre des représentants des États-Unis dans l… Pompeo tornò a Roma nel 62 a.c. con un bottino e un versamento di tributi dalle province come mai era stato visto. (Vidas paralelas) de Plutarco et d'autres livres, articles d'art et de collection similaires disponibles sur AbeBooks.fr. [102][103] Si trattava del suo terzo trionfo (celebrato il giorno del quarantacinquesimo compleanno di Pompeo). Egli scelse il trionfo, ma non poté candidarsi per il consolato. Dopo la morte di Strabone nell'accampamento di Porta Collina, la fazione dei populares riuscì ad entrare a Roma, dando il via ad una serie di razzie che colpirono anche Pompeo, a cui fu saccheggiata la casa[21]. E un vento forte recò aiuto a quelli che fuggivano verso il mare aperto, così … Pompeo impose una riorganizzazione generale ai re delle nuove province orientali, tenendo intelligentemente conto dei fattori geografici e politici connessi alla creazione di una nuova frontiera di Roma in oriente. Mentre Lepido si avvicinava a Roma difesa dall'esercito di Lutazio Catulo, Pompeo costrinse alla resa Bruto e conquistò Modena; il giovane generale inviò messaggi di vittoria al Senato e assunse il completo controllo della Gallia Cisalpina. Domizio Enobarbo, temendo nuove diserzioni, decise di accelerare le operazioni e attaccare subito Pompeo nella regione di Utica schierando il suo esercito al riparo di un terreno aspro solcato da profondi burroni. Durò due interi giorni l'enorme parata di prede,[104] prigionieri (tra cui 324 tra satrapi e loro familiari dati in ostaggio, compresi il figlio di Tigrane II e sette figli di Mitridate VI), l'esercito e i vessilli che descrivevano scene di battaglia riempirono tutta la strada tra il Campo Marzio e il tempio di Giove Ottimo Massimo. View all » Common terms and phrases. Alleatosi inizialmente con Giulio Cesare e Marco Licinio Crasso nel primo triumvirato, in seguito si affiancò alla fazione repubblicana e combatté la guerra civile contro Cesare nel 49-48 a.C; sconfitto irrimediabilmente nella battaglia di Farsalo, fuggì in Egitto dove venne ucciso a tradimento. Con Cesare alle costole, i conservatori condotti da Pompeo fuggirono in Grecia. Pompeo, da parte sua, salutò Silla come Imperator e questi, nella sorpresa generale, gli ricambiò la cortesia, attribuendo al giovane Pompeo Io stesso titolo e, almeno teoricamente, una pari dignità[32]. Il comandante delle forze mariane, il giovane genero di Cinna Gneo Domizio Enobarbo, disponeva di forze cospicue, 27.000 uomini, e di truppe inviate da Iarba, ma la coesione delle truppe era precaria, e 7.000 soldati ben presto defezionarono[49]. Cesare arrivò poco dopo, e come regalo di benvenuto ricevette la testa di Pompeo e il suo anello in un cesto. Seller Inventory # 036048 Cesare stava accrescendo la sua fama di genio militare. de Plutarco. La madre, Lucilla, era figlia di un senatore, forse membro della gens Lucilia, e probabilmente nipote del poeta aurunco Gaio Lucilio;[4] il padre, Gneo Pompeo Strabone, membro della gens Pompeia (d'origine picena), era invece il più importante e ricco proprietario terriero del Picenum (una regione corrispondente grosso modo a territori compresi tra l'Abruzzo centro-settentrionale e le Marche meridionali), regione dove disponeva di vaste clientele ed esercitava un'influenza preponderante negli affari pubblici locali; Pompeo Strabone, appartenente alla classe equestre, grazie al suo potere economico aveva intrapreso la carriera politica a Roma, divenendo questore nel 104 a.C. in Sardegna, pretore nel 92 a.C. e poi propretore, forse in Macedonia;[5] durante la guerra sociale assunse il comando delle truppe romane inviate nell'Italia centro-orientale, che comprendeva il Piceno, dimostrandosi generale energico e capace, soprattutto durante il decisivo assedio di Ascoli[6][7]. Pompeo ebbe modo di contribuire al soffocamento della rivolta servile; oltre 5.000 schiavi in fuga vennero bloccati e completamente distrutti dalle legioni pompeiane; egli poté enfaticamente comunicare al Senato che, mentre Licinio Crasso aveva sconfitto in battaglia campale il grosso dell'esercito di Spartaco, lui aveva "estirpato la guerra fino alle radici"[82]. Il giovanissimo Gneo Pompeo militò nell'esercito paterno in qualità di contubernalis durante l'assedio di Ascoli[13] e fece parte del consilium delle legioni; nello stesso organismo di comando di Strabone in questo periodo durante la guerra sociale erano presenti altri due giovani destinati in seguito ad un importante ruolo politico: Marco Emilio Lepido e Lucio Sergio Catilina[14]. Questi erano: Ponto, Armenia, Cappadocia, Paflagonia, Media, Colchide, Iberia, Albania, Siria, Cilicia, Mesopotamia, Fenicia, Giudea, Arabia e tutta la potenza dei pirati di mare e terra che erano stati sconfitti. Pompeo [infatti poco dopo] annullò le ordinanze di Lucullo, e portò via tutto, eccetto mille e seicento dei suoi soldati. Pompeo avrebbe continuato a governare la Spagna in absentia dopo il loro anno consolare. Quando uno schiavo gli offrì la testa di Pompeo, «... si girò via con ripugnanza, come da un assassino; e quando ricevette l'anello con il sigillo di Pompeo su cui era inciso un leone che tiene una spada nelle sue zampe, scoppiò in lacrime.» (Plutarco, 80). Gli eserciti si scontrarono nella battaglia di Farsalo nel 48 a.C. Dopo aver rinforzato e addestrato le sue truppe durante l'inverno, nel 75 a.C. Pompeo riprese la campagna cercando nuovamente di collegarsi con l'esercito di Metello Pio scendendo verso la piana di Valenza; il condottiero inizialmente ottenne alcuni successi; l'esercito sertoriano guidato da Perperna ed Erennio venne sbaragliato a Valenza e lo stesso Erennio venne ucciso[77][79]. Mentre Metello Pio continuava la campagna nella Gallia Cisalpina, Pompeo venne inviato con parte delle truppe a sud per intercettare le forze nemiche di Gaio Carrina che cercavano di portarsi in soccorso delle truppe mariane accerchiate a Praeneste. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 20 gen 2021 alle 23:34. Plutarco inoltre riferisce che anche le sue doti fisiche favorirono la popolarità e la fama di Pompeo; fin dall'inizio della carriera il giovane venne definito, in parte anche ironicamente, l'"Alessandro romano" per la sua presunta somiglianza fisica con Alessandro Magno[18]. L'esercito di Damasippo venne sbaragliato e ripiegò in rotta; inoltre dopo questa sconfitta i tre generali democratici, invece di collaborare, si separarono definitivamente e fuggirono in diverse direzioni lasciando a Pompeo il pieno controllo del territorio piceno la cui popolazione aderì in massa alla fazione sillana[29]. E quello acconsentì solo con un cenno del capo, non avendogli detto niente, né dimostrando un sentimento amichevole. Le leggi romane dichiaravano che un comandante militare non poteva attraversare il pomerium senza perdere il diritto al trionfo, ma un candidato doveva essere in città per presentarsi personalmente per l'elezione. In soli quaranta giorni il giovane condottiero aveva concluso con una vittoria totale la missione in Africa e poté fare ritorno con il suo esercito a Utica dove peraltro, dopo aver ricevuto la comunicazione di Silla di sciogliere cinque legioni e rimanere sul posto in attesa dell'arrivo del suo successore, dovette affrontare la prima situazione critica della sua vita politica[52][53]. Tornato a Roma, Pompeo celebrò il suo secondo trionfo extralegale per le vittorie in Spagna. 206: Giulio Cesare . Restaurò poi molte altre città in molte regioni, che erano state distrutte o danneggiate, nel Ponto, in Palestina, Siria Coele e in Cilicia, dove aveva combattuto la maggior parte dei pirati, e dove la città, in precedenza chiamata Soli, fu ribattezzata Pompeiopolis. Gneo Pompeo Magno nacque a Firmum Picenum (l'odierna Fermo) il 29 settembre del 106 a.C. da una facoltosa famiglia italica provinciale[3]. Prime Cart. Testo greco a fronte de Plutarco, Luppino Manes, E., Marcone, A.: ISBN: 9788817169653 sur amazon.fr, des millions de livres livrés chez vous en 1 jour Durante il dibattito tra gli uomini politici di Roma venne enfatizzata la minaccia costituita da Sertorio e la conseguente necessità di rinforzi; alla fine venne deciso di inviare in Spagna un nuovo proconsole con ampi poteri e un forte esercito per cooperare con Metello Pio. Gli avversari si lagnarono e, specialmente Crasso, sostennero che Pompeo stava cercando di raccogliere tutta la gloria per il successo ottenuto. (Plutarco di Cheronea, Vite parallele. Plutarco, Vita di Alessandro (1) Il soggetto è “noi” = “io” (pluralis maiestatis): Plutarco si esprime infatti in prima persona. Dalla fine della dittatura sillana alla morte di Cesare: cronologia ragionata e commentata [88][89] Tale incarico fu il secondo in cui Cesare si espresse a favore di Pompeo. Alla fine del 45 a.C., Pompeo fu deificato dal senato su richiesta di Cesare. Una variazione improvvisa del vento favorì inoltre le truppe di Pompeo; la pioggia iniziò a cadere sulle facce dei soldati di Enobarbo che cercavano di fare fronte all'attacco e i pompeiani raggiunsero una completa vittoria, solo circa 3.000 soldati nemici sopravvissero[49]. Come tutti gli altri conservatori, egli dovette fuggire per salvarsi la vita. [...] Tale era la rappresentazione del trionfo di Pompeo.», «Le iscrizioni [del corteo trionfale] indicavano le nazioni su cui [Pompeo] aveva trionfato. Tite-Live présente un portrait […] plus noble de Camille et concentre les faits sur un seul jour contre deux pour Plutarque. pirati che infestavano le coste del Mediterraneo orientale e danneggiavano Gli ottimati avevano combattuto di nuovo per avere il controllo di gran parte del potere reale nel senato; nonostante i suoi sforzi, Pompeo trovò che le loro azioni erano contro di lui. Le vite parallele di Plutarco 3. Personaggio discusso, altamente apprezzato da alcuni e fortemente criticato da altri, Gneo Pompeo rimane una delle personalità più importanti della storia di Roma antica. E quello tirandosi la toga sul volto con entrambe le mani, non dicendo né facendo niente di indegno di lui, ma sospirando soltanto, sopportò le ferite, avendo vissuto cinquantanove anni, morendo un giorno dopo il suo genetliaco. élu député de la troisième circonscription du Nord lors des élections législatives de 2017 face Alla fine l'arrivo delle legioni di Metello Pio costrinse Sertorio a interrompere la battaglia e ripiegare in salvo; al termine degli scontri Pompeo e Metello si incontrarono amichevolmente[80]. Il suo vecchio collega e avversario, Crasso, aveva prestato fondi a Cesare per farlo emergere politicamente. Le leggi romane dichiaravano che un comandante militare non poteva attraversare il pomerium senza perdere il diritto al trionfo, ma un candidato doveva essere in città per presentarsi personalmente per l'elezione. Alejandro y César. La Cilicia vera e propria (Trachea e Pedias), che era stata covo di pirati per oltre quarant'anni, fu così definitivamente sottomessa. Quando i littori di Lucullo videro ciò, premurosamente diedero ai littori di Pompeo alcuni rametti del loro alloro, che invece era fresco e verde. In realtà sembra che Pompeo evitò gravi conseguenze dal processo intentatogli grazie all'eloquenza di Lucio Filippo e Quinto Ortensio e soprattutto al sostegno ricevuto dall'influente Gneo Papirio Carbone, uno dei capi più importanti della fazione mariana[24]. MAGNVS[2]; Firmum Picenum, 29 settembre 106 a.C. – Pelusio, 28 settembre 48 a.C.) è stato un militare e politico romano, prima alleato e poi avversario di Gaio Giulio Cesare. Le vite parallele di Plutarco, Volume 2 Full view - 1860. 80 E quelli quando videro dalle navi l'uccisione lanciando un grido di dolore fino alla terra fuggirono, avendo sollevato le ancore precipitosamente. trani-ius.it ha informato i visitatori su argomenti come Avvocato e Giurisprudenza. Dopo questi successi, Pompeo marciò rapidamente verso ovest per affrontare Iarba; mentre egli muoveva con le legioni, il sovrano numida venne attaccato anche dal re di Mauretania Bogud che aveva deciso di collaborare con il generale romano. A Tigrane II lasciò l'Armenia; a Farnace il Bosforo; ad Ariobarzane la Cappadocia e alcuni territori limitrofi; ad Antioco di Commagene aggiunse Seleucia e parti della Mesopotamia che aveva conquistato; a Deiotaro, tetrarca della Galazia, aggiunse i territori dell'Armenia Minore, confinanti con la Cappadocia; fece di Attalo il principe di Paflagonia e di Aristarco quello della Colchide; nominò Archelao sacerdote della dea venerata a Comana; e infine fece di Castore di Phanagoria, un fedele alleato e amico del popolo romano. Questo comando affidava a Pompeo essenzialmente la conquista e la riorganizzazione dell'intero Mediterraneo orientale, avendo il potere di proclamare quali fossero i popoli clienti e quelli nemici con un potere illimitato mai prima d'allora conferito ad altri, e attribuendogli tutte le forze militari al di là dei confini dell'Italia romana. Valleio Patercolo II, 21, 1. Suo figlio, Sesto Pompeo, continuò la guerra contro Gaio Giulio Cesare, ma anche lui fu sconfitto. Buy Le Vite Di Plutarco. Dopo la morte di Lepido, l'ultimo centro di resistenza della fazione democratica era costituito dalla Spagna dove Quinto Sertorio aveva dimostrato grande capacità organizzativa e notevole abilità militare; egli aveva costantemente accresciuto il territorio sotto il suo controllo e la forza del suo esercito reclutato in parte tra le popolazioni locali, e aveva messo in grande difficoltà Metello Pio che era stato inviato sul posto dal Senato per reprimere la ribellione[69][70]. Nuove alleanze erano state create e l'eroe delle conquiste asiatiche stava per essere messo fuori dai giochi. Pompeo quindi ricevette il comando di un esercito di 30.000 legionari e 1.000 cavalieri con i quali decise di intraprendere una lunga marcia via terra fino alla Spagna; il condottiero, accompagnato da alcuni dei suoi migliori luogotenenti come Afranio, Petreio, Gabinio e Marco Terenzio Varrone, evitò la strada costiera e attraversò le Alpi al passo del Monginevro; quindi nell'autunno del 77 a.C. sconfisse alcune tribù barbare, discese per la valle della Durance e infine affrontò e superò l'aspra resistenza dei Salluvi[73]. Il suo genio amministrativo era tale che le sue disposizioni restarono in voga fino alla caduta di Roma. Le vite parallele di Plutarco, Volume 2 Full view - 1860. Il compito che Silla aveva affidato a Pompeo era importante; mantenendo il controllo della Sicilia gli ultimi capi democratici potevano infatti impedire il rifornimento di grano alla città di Roma con conseguenze potenzialmente disastrose[43]. Fondazione Lorenzo Valla. Pompeo e Crasso lo avrebbero aiutato ad essere eletto console e lui avrebbe usato il proprio potere di console per favorire le loro leggi. Le fonti antiche disponibili non permettono di stabilire con certezza il compito che Silla affidò al suo giovane luogotenente dopo la riuscita concentrazione delle forze in Apulia; è possibile che Pompeo abbia partecipato con un ruolo subordinato alle ulteriori operazioni dell'83 a.C. in Campania dirette da Silla contro i consoli democratici Gaio Norbano e Lucio Cornelio Scipione che raggiunsero importanti successi. Il Ponto fu quindi aggregato alla Bitinia, venendo così a formare un'unica provincia di Ponto e Bitinia. Se non poteva essere scelto, almeno poteva corrompere gli elettori per scegliere il suo candidato, Afranio. Tornato a Roma, desiderava candidarsi per un secondo consolato. Plutarco, Vita di Silla 30, 5 - 31 . Lucullo replicò sarcasticamente che il suo rivale era giunto per combattere "un fantasma di guerra" e, come era solito, arrivava, come un "uccello pigro su cadaveri", per togliere la gloria della vittoria ai veri protagonisti del conflitto; in precedenza si era comportato allo stesso modo con Catulo, Crasso e Metello Pio[93]. Essendo riuscito a sfuggire per poco a Cesare con la fuga a Brindisi, Pompeo riguadagnò sicurezza nell'assedio di Dyrrhachium, dove Cesare si era trovato in grande difficoltà. Le lecteur francophone disposait depuis 1957 de l'édition G. Budé des Vies de Thésée et Romulus et de Lycurgue et Numa due à R. Flacelière, E. Chambry et M. Juneaux. Secondo Plutarco, Pompeo dimostrò eccesso di fiducia mentre Sertorio avrebbe ironizzato pesantemente sulla giovinezza e l'avventatezza del suo avversario[77][78]. Apparentemente Pompeo sembrò deciso ad eseguire disciplinatamente le disposizioni di Silla ma le sue truppe protestarono, si dimostrarono pronti a seguire il loro comandante e rifiutarono di obbedire; Pompeo, dopo alcuni momenti teatrali in cui egli manifestò la sua disperazione, ottenne il totale appoggio delle sue legioni che lo proclamarono enfaticamente Magnus, "il Grande", con un evidente richiamo ad Alessandro Magno[52]. Il condottiero fu inesorabile con Carbone; egli, giovane e privo di cariche legali, sottopose rapidamente a giudizio il capo democratico, uomo di grande prestigio che era stato tre volte console e che in precedenza dopo la morte del padre Strabone aveva protetto Pompeo dalle vendette dei democratici[46]. Le terre pubbliche che aveva promesso ai suoi veterani non arrivavano. Nella battaglia di Laurone Sertorio dimostrò la sua superiore abilità tattica e Pompeo venne duramente sconfitto, la città cadde in mano del nemico ed egli, privo dell'aiuto di Metello Pio, dovette ripiegare di nuovo a nord dell'Ebro[76]. [98] A ciò si aggiungeva un nuovo sistema di "clientele" che comprendevano dall'Armenia di Tigrane II, al Bosforo di Farnace, alla Cappadocia, Commagene, Galazia, Paflagonia, fino alla Colchide. Catone, citato da Plutarco, più tardi avrebbe affermato che la tragedia di Pompeo non era stata essere il nemico sconfitto di Cesare, ma esserne stato troppo a lungo amico e sostenitore. 79 Salì avendo detto ai suoi queste ultime parole, e sebbene vi fosse un lungo tratto alla terra, dalla trireme, siccome non c'era nessun discorso amichevole da parte dei compagni di navigazione nei suoi confronti, rivolgendosi a Settimio, disse: "Forse non riconosco che tu sei stato mio compagno d'arme?" Fast and free shipping free returns cash on delivery available on eligible purchase. (Plutarco, Vita di Pompeo, 45.2-5.) Ma quello che più di ogni altra cosa risultava emergere per la sua gloria fu che nessun romano prima di allora aveva mai celebrato il suo terzo trionfo sopra tre differenti continenti. Pompeo mostrò grande sicurezza e giunse al punto da affermare minacciosamente che "sono più numerose le persone che adorano il sole al suo nascere che non quelli che lo adorano al suo declinare"[56]; Silla, sorpreso dall'audacia del suo luogotenente, alla fine acconsentì esplicitamente al trionfo di Pompeo che quindi celebrò questa cerimonia senza avere l'età prevista dalla legge e prima ancora di essere entrato in Senato[56][57]. Plutarco, Vite parallele, Romolo, cap. Il Senato e l'altro console Lutazio Catulo si apprestarono a contrastare Lepido e richiesero l'aiuto di Pompeo che si allineò rapidamente alla fazione oligarchica e si recò a nord dove, con l'aiuto delle sue clientele nel Piceno costituì un esercito per controllare la Gallia Cisalpina e affrontare Marco Giunio Bruto, l'alleato di Lepido che aveva radunato delle truppe di rinforzo per il console ribelle[63]. Le vite parallele di Plutarco, Volume 4 Full view - 1863. Cornelia, avendo ricevuto i resti di Pompeo, se ne prese cura e li pose intorno ad Albano. Dopo aver occupato la Sicilia, Pompeo si insediò a Lilibeo e ben presto riuscì ad accertare la presenza di Papirio Carbone con alcune imbarcazioni nell'isola di Pantelleria; egli inviò subito le sue navi da guerra che riuscirono agevolmente a sgominare la deboli forze navali avversarie; Carbone venne catturato e portato alla presenza di Pompeo a Lilibeo[45]. La campagna contro la brillante guerriglia del dux romano durò dal 76 a.C. al 71 a.C. È significativo che la guerra infine fu vinta solo grazie all'assassinio di Sertorio e non perché Pompeo o Metello Pio fossero stati in grado di ottenere una netta vittoria sul campo di battaglia. Cicerone era in eclissi, perseguitato dalle cattive intenzioni di Publio Clodio e dalle sue bande. Vita di Cesare cursus honorum), Pompeo fu eletto per la prima volta console, per il 70 a.C. come partner più giovane di Crasso, grazie all'appoggio irresistibile della popolazione romana. Bruto era il padre del futuro cesaricida e inizialmente venne rilasciato; in seguito tuttavia Pompeo, venuto a conoscenza di una sua persistente ostilità, decise di farlo uccidere da un sicario[63]; è possibile che Pompeo, mostrandosi inesorabile verso il capo democratico, volesse correggere l'errore commesso appoggiando l'elezione di Lepido e intendesse distaccarsi dall'ala estremista del partito popolare[64]. La violenza fra Publio Clodio e le altre fazioni aumentava e l'agitazione civile stava diventando endemica. [99], Sbarcato a Brindisi congedò i suoi soldati e li rimandò alle loro case. Nella primavera del 76 a.C. Pompeo mise in marcia il suo esercito, rinunciò ad addentrarsi all'interno dove lo attendeva Sertorio e preferì attraversare i Pirenei al passo del Pertus; quindi avanzò con successo a sud dell'Ebro e si avvicinò a Valenza dove si erano ritirati i luogotenenti di Sertorio, Perperna ed Erennio[75]. Auflage, 1960 - ISBN: ohne - 478 Seiten - italienisch Limitierte Auflage, Buch Nr 4736 Zustand: GUT, Einband mit leichten Gebrauchsspuren, Ecken und Kanten teilweise bestossen, innen sauber Size: 15 x 21 cm. [...] Non molto dopo Cesare, giunto in Egitto dove regnava grande costernazione per un sacrilegio così grande, voltò la faccia da colui che gli presentava la testa (di Pompeo) come se fosse un assassino, prendendo il sigillo di Pompeo, pianse: l'incisione era un leone armato di spada.

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