120% – 240% (minimo € 250) 60% – 120% L’art. dal Fisco, ex articolo 13 del Dlgs 471/1997 (Ctr Sardegna 377/1/2018), ancorché … 36-bis del DPR n. 600/73 e 54-bis del DPR n. 633/72, come di consueto, si tratta di un controllo cartolare della dichiarazione, che non presuppone valutazioni giuridiche pregnanti, ad esempio sull’inerenza, sul pro-rata, sui limiti di detrazione oggettiva e quant’altro. Le considerazioni svolte possono essere estese al caso della compensazione interna, quindi alla detrazione del credito derivante da dichiarazione omessa effettuata in sede di liquidazione periodica o acconto, oppure all’utilizzo del credito imposte sui redditi a scomputo del saldo/acconti da versare. La giurisprudenza, allo stato attuale, concorda nel fatto che il credito da dichiarazione omessa, nonostante l’omissione dichiarativa, non venga meno per il contribuente, sia nel caso delle imposte sui redditi e dell’Irap, sia nel caso dell’Iva, ove occorre valutare la problematica anche nei termini del diritto alla detrazione. 250,00 a €. n. 546/92. Il ricorso, per credito da dichiarazione omessa, è ammesso quando il contribuente riceve la cartella di pagamento, e, salvo vizi propri della cartella (esempio inosservanza dei termini decadenziali), va notificato all’Agenzia delle Entrate. La dichiarazione presentata oltre il termine ordinario, cioè oltre il 30 settembre, è normalmente considerata omessa. E’ opportuno rispolverare la normativa in caso di dichiarazione tardiva, integrativa e omessa. n. 23624/2016, Cass. La Corte di Cassazione con la sentenza n. 25288 depositata il 9 ottobre 2019 intervenendo in tema di utilizzo del credito d’imposta derivante da una dichiarazione omessa ha statuito che “nell’ipotesi in cui l’Amministrazione finanziaria recuperi, ai sensi degli articoli 36 bis del d.P.R. 21 e 23 del DLgs. Il ravvedimento operoso nel caso di presentazione integrativa, tardiva, omessa. Aiuto imprenditori e professionisti nella pianificazione fiscale. Cos’è e come si costituisce la società semplice? Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi, e dell’imposta regionale sulle attività produttive, è prevista l’applicazione della sanzione … La Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la sentenza n. 17757/2016, ha affermato che il contribuente, sebbene vi sia stata l’omissione dichiarativa, ha diritto alla detrazione del credito Iva esistente, a condizione che, in ossequio all’articolo 19 del DPR n. 633/72, questa avvenga, al massimo, entro il termine per il diritto alla detrazione dell’Iva (termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno in cui è stata effettuata l’operazione). Il problema, tuttavia, riguarda l’effetto della detrazione/compensazione del credito emergente dalla dichiarazione omessa. n. 74 del 2000 prevede il reato di omessa dichiarazione redditi con applicazione di una sanzione tributaria e penale. L’imposta dovuta; 2. sanzione dal 120% al 240% dell’imposta omessa. La stessa sanzione si applica se nella dichiarazione sono esposte indebite detrazioni d’imposta ovvero indebite deduzioni dall’imponibile, anche se esse sono state attribuite in sede di ritenuta alla fonte. Reg. 2.000,00 da dichiarazione omessa (si tratta, ex art. SS.UU. - P.I. Torniamo alla domanda di partenza: cosa fare nel caso in cui ci si dimentichi di presentare la dichiarazione dei redditi? 1 co. 1 e 5 co. 1 del DLgs. n. 471/97). 546/92, la giurisprudenza ha adottato un’interpretazione più favorevole, sancendo che il diritto al riporto del credito e/o alla detrazione permane, non dovendo il contribuente, per forza di cose, attivare la procedura di rimborso (Cass. L’impugnazione è soggetta alle regole generali, quindi il ricorso, per prima cosa, va notificato entro i 60 giorni all’ente impositore e/o all’Agente della riscossione e, nei successivi 13 comma 1 lett. Quando dalla dichiarazione non risulta alcun debito di imposta oppure risulta un credito di imposta, la sanzione va comunque versata da un minimo di 258 euro fino a un massimo di 1.032 euro. L’ordinamento italiano sancisce che in caso di violazione delle norme tributarie sia applicata: 1. Una sanzione amministrativa, ossia una multa di importo variabile in base all’imposta dovuta e in base a quanto tempo é trascorso dalla scadenza; 2. Occorrerà, entro i 30 giorni, pagare le imposte (ma ciò potrebbe non essere necessario in ragione del riconoscimento totale del credito), le sanzioni del 30% ridotte a 1/3 e gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo. Reg. Iscrizione ROC n. 31534/2018, Redazione e contatti | Informativa sulla Privacy, Questo sito contribuisce all'audience di Esistono, tuttavia, incertezze sui risvolti sanzionatori di tale condotta, legati alla possibile compensazione, interna o esterna, del credito da dichiarazione omessa. - se l'imposta dovuta e' pari a zero, o a credito, l'omessa presentazione della dichiarazione e' punita con la sanzione da Euro 250,00 a 2.000,00. Il contribuente può definire l’avviso bonario, per l’utilizzo del credito da dichiarazione omessa, se versa gli importi entro 30 giorni dalla relativa comunicazione (artt. n. 471/97, che, nel prevedere le sanzioni per l’omessa dichiarazione, impone di considerare anche i versamenti effettuati in sede di liquidazione periodica. In caso di omessa dichiarazione dei redditi, sei tenuto a pagare: 1. Tutte le informazioni sulla fattispecie in questo contributo. 17 del DLgs. Richiedi una consulenza personalizzata con me. Ipsoa Fisco Iva Credito IVA spettante anche con dichiarazione omessa se indicato l’anno successivo L’ultimo deposito della Cassazione - 07 Luglio 2020 Ore 21:15 Nella ris. Se temi un accertamento in questo contrib…, Trasferimento di residenza in Italia: l’imposta sostitutiva…, Qual è il regime agevolato a favore di persone fisiche che effettuano un trasferimento di residenza in Italia? Quindi, posto che l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto ciò non solo per l’Iva, ma anche per imposte sui redditi e Irap, questo non “esclude affatto che tale accertamento non possa farlo il giudice tributario di merito a seguito dell’impugnazione della cartella”. In ogni caso, è imprescindibile che il contribuente dimostri quantomeno l’esistenza contabile del credito. Sanzioni dichiarazione dei redditi omessa, Informazione Fiscale S.r.l. Per la Cassazione, se il credito esiste, la compensazione estingue il debito all’origine È ormai consolidato il principio secondo cui il contribuente può sia compensare sia riportare a nuovo il credito d’imposta derivante da una dichiarazione omessa, essendo irrilevante, ai fini dell’esistenza del credito, detta omissione dichiarativa, così come l’omessa indicazione Dal 2016 la sanzione senza imposte dovute, va da 250 a 2000 euro. Infatti, come abbiamo già illustrato, tutto concerne la dimostrazione circa la spettanza del credito, pertanto si tratta di questioni che esulano dalla competenza dell’Agente della riscossione. La Fiscalità internazionale le convenzioni internazionali e l'internazionalizzazione di impresa sono la mia quotidianità. Salve Marco, il credito per non decadere avrebbe potuto essere inserito in una delle dichiarazioni dei redditi successive all’anno di maturazione. Fuori dai casi di cui al comma 3, la sanzione di cui al comma 2 è ridotta di un terzo quando la maggiore imposta o il minore credito accertati sono complessivamente inferiori al tre per cento dell’imposta e del credito dichiarati e comunque complessivamente inferiori a euro 30.000. 2 e 3-bis del DLgs. Tali sanzioni sono disciplinate dai commi 2-5 dell’articolo 1 del decreto legislativo numero 471/1997: “2. 546/92, sono decadenziali). 1-bis. Se non vi e’ alcun danno per l’Erario, la sanzione è pari a euro 250. L’unica norma che disciplina, in qualche maniera, la problematica, è l’articolo 4 del DPR n. 42/88, secondo cui: Vale, anche per imposte sui redditi/Irap, quanto sancito da Cass. Bonus 2021: tutto ciò che c'è da sapere sugli incentivi erogati dal Govern... Il Quadro VJ della dichiarazione IVA deve essere compilato per dichiarare... Il recepimento nel nostro ordinamento delle disposizioni previste dalla di... Agevolazione legata alla riduzione dell'Imposta di Registro e dell'IVA dov... Siamo uno studio professionale attivo dal 2013 specializzato nell’assistenza a privati professionisti ed imprese. c) del DLgs. In questo caso, non ho elementi per dire che potrebbe esserci una risoluzione positiva. n. 22747/2016, Cass. n. 471/97: … Ricapitolando: il “rischio carcere” per il contribuente che non presenta la dichiarazione dei redditi si materializza quando tale omissione comporta un’evasione fiscale superiore ad euro 50.000,00. Ai fini della disposizione prevista dai commi 1 e 1-bis non si considera omessa la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine o non sottoscritta o non redatta su uno stampato conforme al modello prescritto”. dichiarazione omessa, ma non quella da indebita compensazione (Ctr Veneto. Gli interessi legalisull’imposta dovuta e calcolati dalla scadenza al giorno dell’effettivo pagam… Venezia n. 1093/5/16, non possono essere conteggiati gli interessi ex art. 5 comma 1 del D.Lgs. Come sanare: ravvedimento operoso Se hai omesso la dichiarazione dei redditi, hai comunque la possibilità di risolvere la questione grazie all’istituto del … 100% al 200% della maggior imposta / minor credito. Se nella dichiarazione é indicato, ai fini delle singole imposte, un reddito o un valore della produzione imponibile inferiore a quello accertato, o, comunque, un’imposta inferiore a quella dovuta o un credito superiore a quello spettante, si applica la sanzione amministrativa dal novanta al centoottanta per cento della maggior imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato. Ecco la guida completa sulle sanzioni per omessa fatturazione. Nonostante, l’Agenzia delle Entrate ammetta la possibilità di definire la vertenza tramite uno degli istituti deflativi del contenzioso presenti nell’ordinamento, se il contribuente invece, si trovi costretto ad adire le vie giudiziali o a proseguire nel contenzioso, dovrebbe, seguendo la tesi erariale, rinunciare al ricorso, pagare quanto richiesto con l’atto impositivo, per poi, subito dopo, chiedere il rimborso. In assenza di documentazione falsa, la sanzione è ridotta di 1/3 se la maggiore imposta, o il minor credito, sono inferiori al 3% dell’imposta e del credito dichiarati … Tuttavia, nella misura in cui detto credito sia stato compensato, possono esserci conseguenze sanzionatorie. Omessa dichiarazione dei redditi esteri: sanzioni. Se presenti la dichiarazione omessa entro l’anno successivo, la sanzione va da 150 a 500 euro Se continui a non presentare la dichiarazione , la sanzione va da 258 a 1.032 euro per le dichiarazioni fino al 2015 e da 250 a 1.000 euro per quelle dal 2016 in poi. Come visto da questo breve articolo, le conseguenze per l’omessa dichiarazione dei redditi possono essere veramente pesanti. - se l'imposta dovuta e' pari a zero, o a credito, l'omessa presentazione della dichiarazione e' punita con la sanzione da Euro 250,00 a 2.000,00. Dottore Commercialista, Tax Advisor, Revisore Legale. In questo articolo dedicato agli Expats italiani all’estero parliamo di un ulteriore tema molto importante, ovvero l’omessa dichiarazione dei redditi esteri.. Prima di proseguire in questo articolo ti consiglio di leggere gli articoli relativi alla rubrica dedicata agli Expats, in maniera da avere una visione di insieme. Del pari, come sancito sempre da C.T. Per l’Agenzia delle Entrate l’articolo 30 del DPR n.  633/72 avrebbe indotto ad una diversa conclusione, in quanto pone una strumentalità tra dichiarazione tempestivamente presentata e diritto alla detrazione. La possibilità, ormai pacifica in giurisprudenza, relativa al riporto a nuovo e/o alla compensazione del credito derivante da una dichiarazione omessa, deve essere analizzata alla luce della prova, che deve fornire il contribuente, relativa all’esistenza del credito stesso. 5 del DLgs. Le violazioni di cui sopra sono punite con le sole sanzioni amministrative tributarie nel caso in cui il contribuente dichiari redditi al di sotto di determinati limiti; al di sopra di tali limiti si applicano le sanzioni penali previste dall’articolo 5 del decreto legislativo numero 74/2000: “1. Di conseguenza, le sanzioni, sia amministrative che penali, sono diverse a seconda dei casi. Ove, la vertenza non si riesca a definire, verrà formato il ruolo, e la cartella di pagamento ad opera dell’Agente della riscossione deve essere notificata, a pena di decadenza, entro il 31.12 del terzo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione (art. Si badi bene, ciò anche se l’esistenza del credito non viene messa in discussione. Save my name, email, and website in this browser for the next time I comment. Sanzione: Norma: Omessa dichiarazione dei redditi, IRAP e IVA: Dal 120% al 240% delle imposte dovute (minimo 250 euro) Art. È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni chiunque al fine di evadere le imposte sui redditi o sul valore aggiunto, non presenta, essendovi obbligato, una delle dichiarazioni relative a dette imposte, quando l’imposta evasa è superiore, con riferimento a taluna delle singole imposte ad euro 50.000,00. Oltre a ciò, la soluzione indicata trova conforto nella stessa prassi dell’Agenzia delle Entrate (Circolare n. 21/E/2013). Una sanzione penalein caso di reato penale (quando il fatto commesso é gravissimo). È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni chiunque non presenta, essendovi obbligato, la dichiarazione di sostituto d’imposta (NdR: il modello 770), quando l’ammontare delle ritenute non versate è superiore ad euro 50.000,00. ISCRO: la cassa integrazione per i lavoratori autonomi, Regime Forfettario amministratore di condominio, Compensazione dei crediti fiscali: guida alle regole 2021, Termini di notifica degli atti impositivi: le regole. Nel caso in cui la dichiarazione integrativa è presentata per correggere errori oppure omissioni, siano esse a favore o sfavore del contribuente, e il risultato finale della stessa è comunque rappresentato da un maggior credito, è dovuta la sanzione amministrativa da 250 a 2.000 euro. La scrittura di questo articolo deriva da questo quesito che spesso mi viene posto, in tema di credito da dichiarazione omessa. 2. In questo articolo dedicato agli Expats italiani all’estero parliamo di un ulteriore tema molto importante, ovvero l’omessa dichiarazione dei redditi esteri.. Prima di proseguire in questo articolo ti consiglio di leggere gli articoli relativi alla rubrica dedicata agli Expats, in maniera da avere una visione di insieme. La medesima riduzione si applica quando, fuori dai casi di cui al comma 3, l’infedeltà è conseguenza di un errore sull’imputazione temporale di elementi positivi o negativi di reddito, purché il componente positivo abbia già concorso alla determinazione del reddito nell’annualità in cui interviene l’attività di accertamento o in una precedente. Tuttavia, mentre l’Agenzia delle Entrate, con le Circolari n. 34/E/2012 e n. 21/E/2013, ha specificato che, se la vertenza non viene definita mediante uno degli istituti deflativi del contenzioso oppure nel contraddittorio successivo all’Avviso bonario, al contribuente rimane solo la possibilità di domandare il rimborso entro il termine di decadenza biennale ex art. Se dalla dichiarazione non risulti a debito di tasse oppure risulti a credito IRPEF, la sanzione va da 258 euro a un massimo di 1.032 euro. 17 della sesta direttiva” (punto 5.2 della sentenza n. 17757/2016). Inoltre, la tesi dell’assenza di sanzioni è stata già sostenuta da C.T. Credito da dichiarazione omessa: l’utilizzo in compensazione Il contribuente in caso di omessa dichiarazione o di dichiarazione ultratardiva, ha diritto a vedersi … Di contro, se viene emesso l’avviso di accertamento, il controllo è pieno, e l’Agenzia delle Entrate non ha in sostanza limiti al sindacato sulla spettanza del credito. 5 comma 1 del DLgs. 21 del DLgs. Qualora la regolarizzazione fossa intervenuta entro 90 giorni, la sanzione ridotta prevista per la dichiarazione integrativa, pari a € 32 (258 x 1/8), sarebbe risultata superiore a quella applicabile in caso di dichiarazione tardiva, pari a € 25 (258 x 1/10). Venezia n. 1093/5/16, secondo cui, dal momento che il credito può essere utilizzato, non hanno ragione di esistere le sanzioni da indebita compensazione; al massimo, può essere contestata la sanzione fissa da €. Ovviamente non tutti i casi di dichiarazione dei redditi omessa sono di questo tipo. 13 co. 4 del DLgs. Scaduti pure questi 3 mesi, la dichiarazione verrà considerata omessa. E ha diritto pure agli interessi. Di seguito le caratteristiche del regi…, Lavoratori impatriati e Regime Forfettario: cause ostative, Reddito da lavoro estero al netto dei contributi volontari, Espatriati: metodi di verifica della residenza fiscale, Borse di Studio italiane ed estere: il regime di tassazione, Common Reporting Standard (CRS): scambio automatico di informazioni. Vediamo, quindi, con maggiore dettaglio le fattispecie in cui possiamo trovarci. Cerchiamo quindi di approfondire questo delicato argomento, focalizzandoci sulla distinzione delle sanzioni previste dalla normativa fiscale a seconda della tipologia di violazione commessa. Nel momento in cui si consente al contribuente di definire la pretesa tramite ad esempio conciliazione giudiziale, “la dimostrazione dell’esistenza contabile del credito nel contraddittorio col fisco pone il contribuente in condizione equivalente a quella nella quale si sarebbe trovato se avesse correttamente presentato la dichiarazione”; allora, se l’esistenza del credito può essere appurata dall’Ufficio, ciò non “esclude affatto che tale accertamento non possa farlo il giudice tributario di merito a seguito dell’impugnazione della cartella, atteso che il diritto di detrazione sorge nel momento in cui l’imposta a monte diviene esigibile”. Bisogna poi rammentare che, secondo un orientamento giurisprudenziale, l’opzione per il riporto a nuovo del credito, dunque per la detrazione, è valida anche se contenuta in una dichiarazione presentata oltre i 90 giorni, ritenuta omessa ex art. Per quanto riguarda la dichiarazione omessa, in relazione all’annualità oggetto dell’omissione dichiarativa, trovano di certo applicazione le consuete sanzioni degli articoli. Network, l’articolo 1 del decreto legislativo numero 471/1997, l’articolo 5 del decreto legislativo numero 74/2000, Sanzioni dichiarazione dei redditi omessa, quando viene presentata oltre il termine di 90 giorni dalla scadenza originariamente prevista”. Nel caso in cui la dichiarazione dei redditi sia omessa, ma dalla stessa non … 36-bis del DPR n. 600/73 e 54-bis del DPR n. 633/72. Venezia n. 1093/5/16). You have entered an incorrect email address! Salve Vincenzo, con queste informazioni è comunque molto difficile capire come stanno le cose. 20 del DPR n. 602/73. Dichiarazione Iva omessa in assenza di imposta dovuta - Nelle ipotesi in cui vengono effettuate esclusivamente operazioni per le quali non e' dovuta l'imposta ovvero nelle ipotesi in cui l'imposta dovuta e' pari a zero, o a credito, l'omessa presentazione della dichiarazione e' punita con la sanzione da Euro 258,00 a 2.065,00. 3. 2 co. 7 del DPR n. 322/98. compensazione del menzionato credito non possano scaturire neanche le sanzioni pretese. Sul versante procedurale, la giurisprudenza ha stabilito che non occorre l’emanazione di un avviso di accertamento, rientrando la fattispecie nella liquidazione automatica della dichiarazione (Cass. Reg. 472/97; Lavoro in Canada da espatriato: devo pagare tasse in Italia? https://fiscomania.com/federico-migliorini/, Aumento aliquote contributive 2021 gestione separata INPS. 8.9.2016 n. 17757). n. 471/97, di dichiarazione omessa dalla quale non emergono imposte dovute). SS.UU. sanzione dal 120% al 240% dell’imposta omessa. Il credito Irpef maturato in un’annualità, in cui il contribuente ha omesso di presentare la relativa dichiarazione, deve essere richiesto a rimborso (articolo 38 del Dpr 602/1973). Dichiarazione IVA 2020 ravvedimento: la mancata presentazione della dichiarazione o l'omessa dichiarazione IVA, comporta una sanzione che va da 250 a 2.000 euro se ci sono imposte dovute e da 250 euro a 1000 euro se non sono dovute le imposte. Nel caso in cui la dichiarazione dei redditi sia omessa, ma dalla stessa non risultino comunque imposte da pagare, allora la sanzione sarà quella prevista dal primo comma dell’articolo 1 del decreto legislativo numero 471/1997: “Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da euro 250 a euro 1.000, Se la dichiarazione omessa è presentata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e, comunque, prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione da euro 150 a euro 500 ”. Con imposte dovute . Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Velletri al n° 14/2018 compensazione del menzionato credito non possano scaturire neanche le sanzioni pretese. Tanto premesso,  il contribuente deve dimostrare l’esistenza del credito, allora: Fermo restando che l’onere probatorio grava sul contribuente, nel momento in cui viene formato il ruolo a seguito degli artt. Per questo motivo ho deciso di dedicare questo contributo per sciogliere i principali dubbi legati a questa particolare fattispecie in cui è plausibile incapparsi. Ravvedimento - In caso di dichiarazione omessa (ritardo superiore a 90 giorni) non e' possibile il ravvedimento. 30, depositato presso la segreteria del giudice (entrambi i termini, ex artt. 5. Con la sentenza, quindi, viene decisamente cassata la tesi erariale, secondo cui la semplice omissione dichiarativa precluderebbe la detrazione, dovendo il contribuente attivare il meccanismo di rimborso ex articolo 21 del DLgs. 8.9.2016 n. 17757: i giudici hanno affermato che se, per l’Agenzia delle Entrate (Circolari n. 21/E/2013 e 34/E/2012), si consente al contribuente di definire la pretesa tramite ad esempio conciliazione giudiziale, “la dimostrazione dell’esistenza contabile del credito nel contraddittorio col fisco pone il contribuente in condizione equivalente a quella nella quale si sarebbe trovato se avesse correttamente presentato la dichiarazione”. La posizione della Corte di Cassazione Ordinanza della Corte di Cassazione numero 11621 del 14 maggio 2018 in … Quando dalla dichiarazione non risulta alcun debito di imposta oppure risulta un credito di imposta, la sanzione va comunque versata da un minimo di 258 euro fino a un massimo di 1.032 euro. Continuo a studiare perché nella vita non si finisce mai di imparare. Sono diversi i quesiti posti dai contribuenti sulle regole per chi dimentica di fare la dichiarazione dei redditi. Sanzione omessa dichiarazione Iva: fino al 31 dicembre 2015 sanzione dal 120 per cento al 240 per cento dell'ammontare del tributo dovuto per il periodo d'imposta o per le operazioni che avrebbero dovuto formare oggetto di dichiarazione (art. Infatti, se è vero che l’articolo 30 del DPR 633/72, sembra porre una funzionalità tra detrazione e dichiarazione validamente presentata, è altrettanto vero che altre norme sembrano esprimere un diverso principio, come: In virtù dei principi comunitari, si prevede che bisogna sempre distinguere i requisiti sostanziali del diritto alla detrazione da quelli formali: se sussistono i primi (quindi se il credito Iva è effettivo e non contestato), “può bastare che, in sede di contraddittorio e/o di contenzioso sulla cartella, il contribuente omissivo documenti la sussistenza dei requisiti sostanziali del diritto a detrazione di cui all’art. 24.12.2020 n. 82, l'Agenzia delle Entrate ha specificato che il credito da dichiarazione omessa va domandato a rimborso nei termini di legge, pur rimanendo fermo quanto chiarito nella circ. Dichiarazione dei redditi omessa: quando è reato penale? Se hai un dubbio o una questione da risolvere, contattami, troverò le risposte. L’assunto delle Sezioni Unite trova conferma nella giurisprudenza successiva (Cass. Nella giurisprudenza di merito successiva alle Sezioni Unite, si è talvolta giunti a ritenere che, ferma la sanzione da omessa dichiarazione (art. Chi sono i soggetti obbligati a redigere la Certificazione Unica? Il reato si consuma con il mero superamento della soglia di 50.000 euro di imposte evase, limite riferito a ciascuna imposta. Il diritto al riporto e/o alla compensazione del credito derivante da dichiarazione omessa o presentata con ritardo superiore ai 90 giorni sussiste per le imposte sui redditi/Irap. La soluzione, condivisibile perché conforme al principio di matrice comunitaria della neutralità dell’IVA, aveva tuttavia lasciato irrisolti i profili sanzionatori della condotta del contribuente. 24.12.2020 n. 82, l'Agenzia delle Entrate ha specificato che il credito da dichiarazione omessa va domandato a rimborso nei termini di legge, pur rimanendo fermo quanto chiarito nella circ. L’articolo 17 del DLgs. Il consiglio che posso darle è rivolgersi all’Agenzia delle Entrate e chiedere a loro lo stato della dichiarazione e gli eventuali tempi del rimborso.