[4] Divenuto generale di brigata a Torino dal 1973 al 1977, fu protagonista della lotta contro le Brigate Rosse; su sua proposta venne creato il "Nucleo Speciale Antiterrorismo"[5] attivo tra il 1974 e il 1976. La celebre giornalista e conduttrice tv realizza un ritratto commosso, orgoglioso, tenero e vivido, di un uomo che ha incarnato il senso della giustizia e della capacità di lotta contro le diverse forme del male sociale. Un viaggio di famiglia, guidato dai suoi figli Rita, Nando e Simona, i quali, aprendo le stanze dei ricordi, ci regalano il … Termometro Politico ® 2008-2021 è un marchio registrato, È uscito "Obamagate", il nuovo libro-inchiesta di Gianluca Borrelli, Pubblicato il 4 Settembre 2018 alle 19:37. rino. In occasione dei cento anni dalla nascita del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, la figlia Rita Dalla Chiesa racconta chi era suo padre nel libro “Il mio valzer con papà“. Allo stesso approccio realistico dev'essere ricondotta l'adombrata disponibilità del gen. Dalla Chiesa ad usare delicati dossier in suo possesso vuoi come arma di pressione nei confronti di una certa classe politica restia a prendere le distanze dalla mafia, vuoi come polizza di assicurazione sulla propria vita. Quest’ultima, in un’intervista a Famiglia Cristiana, fa riemergere il ricordo di Carlo Alberto; lui era, per i suoi figli, un papà e non un padre. Di qui il sospetto che tale organismo, infarcito di esponenti della loggia P2 di Ligio Gelli, non fosse particolarmente interessato alla liberazione dell'on. Figlio secondogenito del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, di origine piemontese, e della sua prima moglie Dora Fabbo, di origine campana. Era un uomo che molti conoscevano, un uomo importante, e non era semplice riportarlo alla dimensione familiare”. [22] Carlo Alberto dalla Chiesa - Nota biografica, «Dalla Chiesa abbandonato nella battaglia», La Storia siamo noi, puntata dedicata al generale Carlo Alberto dalla Chiesa, Vicecomandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Cronologia degli anni di piombo e della strategia della tensione, Cronologia delle persone uccise durante gli anni di piombo, Presunti rapporti tra servizi segreti italiani e criminalità, Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Alto commissario per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa, Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Concorso esterno in associazione di tipo mafioso, Operazioni di polizia contro la 'ndrangheta, Libera. Emblematica in questo senso la battuta attribuitagli da Elda Barbieri, vedova De Mauro: «Signora, non insista su questa tesi, perché, se così fosse, ci troveremmo dinanzi ad un delitto di Stato e io non vado contro lo Stato»[17]. Così nell'intervista rilasciata il 10 agosto 1982 precisò al giornalista di Repubblica Giorgio Bocca che il suo obiettivo era quello «di contenere» e non certo «di vincere, di debellare» la mafia, presentata come un «fenomeno interno allo Stato, di cui condiziona il pulsare della vita quotidiana come le scelte strategiche»[57]. Di qui il sospetto che all'agguato mafioso di via Carini non sia rimasta estranea una volontà politica ancora legata al voto di scambio e alla logica della convivenza non conflittuale con Cosa Nostra. Figlio dell'ufficiale dell'Arma Romano dalla Chiesa e di Maria Laura Bergonzi, scoppiata la seconda guerra mondiale entrò nel 1941 nel Regio Esercito, dapprima frequentando la Scuola allievi ufficiali di complemento di Spoleto, in seguito prestò servizio in fanteria come sottotenente nel 120º reggimento brigata Emilia, partecipando per dieci mesi all'occupazione del Montenegro, per la quale ricevette due croci di guerra al valore. Sempre a Bari incontra Doretta Fabbo, anche lei figlia di carabiniere, che sposa il 29 luglio 1945. In quella zona infatti la mafia si stava organizzando in maniera capillare. Nel 1971 si trovò a indagare sull'omicidio del procuratore della Repubblica di Palermo Pietro Scaglione. General Carlo Alberto dalla Chiesa OMRI OMI SMOM OESSH (Italian pronunciation: [ˈkarlo alˈbɛrto dalla ˈkjɛːza]; 27 September 1920 – 3 September 1982) was an Italian general, notable for campaigning against terrorism during the 1970s in Italy.He was assassinated by the Sicilian Mafia in Palermo Il 10 luglio nella cappella del castello di Ivano-Fracena, in provincia di Trento, sposò in seconde nozze Emanuela Setti Carraro. Giuseppe Russo inscenare un farsesco interrogatorio dell'ex senatore di origini padovane per «potenziare la pista mafiosa», rivelatasi inconsistente[47]. Strage Dalla Chiesa: i figli Rita, Nando e Simona non saranno a Palermo. Il generale dell’ Arma dei Carabinieri, ucciso dalla mafia nel tragico attentato di Via Carini, a Palermo, compirebbe oggi cento anni. Nella sua carriera ha avuto molti esiti positivi nella lotta al banditismo, fino all’arrivo in Sicilia nel 1949, a Corleone. Nel febbraio del 1978 Dalla Chiesa perse la moglie Dora, stroncata in casa a Torino da un infarto. Risulta pertanto plausibile che abbia confidato su informazioni riservate di questo genere, anziché sulla benevolenza di Gelli e della loggia P2, per vincere le ostilità di certi settori dell'Arma e del mondo politico ed ottenere, in rapida successione, il coordinamento della lotta alle brigate rosse (1978) e alla mafia (1982), il comando della divisione "Pastrengo" (1979) e il vice comando dell'Arma (1981), massima carica a cui potesse allora aspirare un generale dei carabinieri[17]. Nell’82 sarà formalizzata la figura giuridica del pentito, proprio grazie a Carlo Alberto Dalla Chiesa e ai suoi solleciti alle autorità. Mara Venier le chiede della paura: “Ho avuto tanta paura negli anni di piombo quando andava a combattere.Alle undici di sera ci chiamava senza dirci dov’era. [22] Intanto nel gennaio 1968 intervenne coi suoi reparti in soccorso delle popolazioni del Belice colpite dal terremoto, riportandone una medaglia di bronzo al valor civile per la personale partecipazione "in prima linea" alle operazioni, oltre che la cittadinanza onoraria di Gibellina e Montevago[16]. Nel luglio del 1943 intanto si era laureato in giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari, città in cui il padre Romano era comandante della locale Legione Carabinieri. Nel marzo-aprile 1970 Mauro De Mauro aveva accettato di supportare il presidente dell'Ente minerario siciliano Graziano Verzotto in una campagna mediatica contro i dirigenti dell'Eni che si opponevano alla costruzione del metanodotto Algeria-Sicilia e il 21 luglio successivo aveva ricevuto dal regista napoletano Francesco Rosi l'incarico di stendere una bozza di sceneggiatura sull'ultimo viaggio di Mattei in Sicilia in preparazione del film Il caso Mattei, uscito nelle sale cinematografiche nel successivo 1972[17]. Avrebbe poi assunto il coordinamento della lotta alla mafia per un alto senso del dovere, cioè per poter «continuare a guardare serenamente negli occhi i propri figli e i figli dei propri figli»[57]. Pagò con la vita la sua generosità e l'affezione alla divisa restituendo, a giudizio del figlio Nando, «credibilità e prestigio a istituzioni militari» – in primis l'Arma dei carabinieri – «che nella coscienza dei più si erano ridotte a laboratorio di complotti o a inesauribile alimento della satira popolare»[57], specie nella barzellettistica. [7] Nel 1942 transitò nei Reali Carabinieri (dove già prestava servizio il fratello Romolo),[8] e come primo incarico venne mandato a comandare la tenenza di San Benedetto del Tronto, dove rimase fino alla proclamazione dell'armistizio dell'8 settembre 1943. È fratello della conduttrice televisiva Rita … [22] Rimase in tale incarico fino al 5 maggio 1982. Moro, un politico che sembrava ormai rassegnato all'ingresso dei comunisti di Berlinguer nella stanza dei bottoni. Ai sensi del d.lgs. Sfruttando proprio il pentitismo riesce così a dare un nome ed a proceder. la firma degli articoli del figlio Nando dalla Chiesa (con la "d" minuscola) sul suo blog personale. Il padre di Simona è stato un vero e proprio personaggio molto importante per la storia del nostro paese, perché si è battuto duramente contro ogni forma di … Il valzer di Rita Dalla Chiesa con il papà eroe. Dopo la fuga, operò poi nella resistenza italiana, operando in clandestinità nelle Marche, unendosi alla "Brigata Patrioti Piceni" di stanza in Colle San Marco, località di montagna, ove organizzò gruppi per fronteggiare i tedeschi. Loro lo vedevano sempre in divisa perché voleva rimare sempre fedele a quei valori da lui tanto perseguiti. Diversi ambienti politici non lo assecondarono affatto nell'opera di moralizzazione della vita pubblica, ma un decennio più tardi finirono tutti travolti dall'implosione della Prima Repubblica sotto il peso di Tangentopoli. Motivazioni della sentenza emessa dalla terza sezione della Corte d'Assise di Palermo in data 10 giugno 2011, a firma del presidente Giancarlo Trizzino e del giudice estensore Angelo Pellino, p. 2087. Carlo Alberto Dalla Chiesa nasce il 27 settembre 1920 a Saluzzo, in provincia di Cuneo. [34]», Tali dichiarazioni provocarono il risentimento dei Cavalieri del Lavoro catanesi Carmelo Costanzo, Mario Rendo, Gaetano Graci e Francesco Finocchiaro (i proprietari delle quattro maggiori imprese edili catanesi, alle quali si riferiva Dalla Chiesa), e l'inizio di una polemica in forma ufficiale da parte dell'allora presidente della Regione siciliana Mario D'Acquisto, che invitò pubblicamente Dalla Chiesa a specificare il contenuto delle sue dichiarazioni e ad astenersi da tali giudizi qualora tali circostanze non fossero state provate.[35]. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 5 feb 2021 alle 20:45. Al possesso di materiale di diverso genere fanno pensare i suoi numerosi incontri con Mino Pecorelli, un giornalista in grado di pubblicare notizie riservate perché notoriamente ammanigliato coi servizi segreti[17]. Le carte sulla vita del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa rappresentano invece la certificazione drammatica e autorevole di verità finora negate, nascoste, manipolate.». 196/2003, La informiamo che: Nel 1964 passò al coordinamento del nucleo di polizia giudiziaria presso la Corte d'appello di Milano, che poi unificò e diresse come nuovo gruppo. Ti potrebbe interessare anche: Ylenia Carrisi è viva: nuova rivelazione, ecco dove si troverebbe. Nel 2002 sono stati condannati in primo grado, quali esecutori materiali dell'attentato, Vincenzo Galatolo e Antonino Madonia, entrambi all'ergastolo, Francesco Paolo Anzelmo e Calogero Ganci a 14 anni di reclusione ciascuno. D'anna Gioacchino. Classificato dai giudici del tempo come «anomalo» e una «ingerenza nell'istruttoria in corso»[47], esso è stato considerato da una sentenza del 2011 una «vera e propria sceneggiata, orchestrata tanto per costruire un atto processualmente spendibile» a favore di Verzotto[48]. 06/5032541 Fax 06/5043058 Figlio di un generale dei Carabinieri, entrò nell'Arma durante la seconda guerra mondiale e partecipò alla Resistenza. [13] Nel novembre del 1949, a Firenze, nacque il suo secondo figlio Nando. Anziché manifestazione di cinismo, simili propositi si prestano ad essere interpretati come indizio di realismo, perché nascevano dalla consapevolezza che un'azione di contrasto frontale a Cosa Nostra era destinata all'insuccesso senza l'appoggio solidale di tutte le forze politiche e di tutte le Istituzioni. Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Carabinieri, noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo delle brigate rosse prima e alla mafia poi, di cui sarà vittima, nasce a Saluzzo, in provincia di Cuneo, il 27 settembre del 1920. Dopo la morte di Dalla Chiesa le carte relative al sequestro di Aldo Moro svaniscono nel nulla, anche se non si ha la certezza del momento e del luogo in cui sono state trafugate. Qui comandò il Gruppo Squadriglie di Corleone e svolse ruoli importanti e di grande delicatezza come quello di Capo di stato maggiore, meritando peraltro una medaglia d'argento al valor militare. Nel 1982 venne nominato prefetto di Palermo con l'incarico di contrastare Cosa nostra così come aveva fatto nella lotta al terrorismo. Il generale Dalla Chiesa è un pezzo importante della storia del nostro paese proprio perché si impegnò duramente per sconfiggere il terrorismo e la mafia. Carlo Alberto dalla Chiesa (Saluzzo, 27 settembre 1920 – Palermo, 3 settembre 1982) è stato un generale e prefetto italiano. Oggi la Mafia è forte anche a Catania, anzi da Catania viene alla conquista di Palermo. Giangiacomo Feltrinelli, un omicidio politico. Deposizione dell'ex giudice istruttore Mario Fratantonio davanti al p.m. Vincenzo Calia, Palermo 20 febbraio 1998. Si trattava della massima carica raggiungibile per un ufficiale generale dei Carabinieri, giacché all'epoca il Comandante generale dell'Arma doveva necessariamente provenire, per espressa disposizione di legge, dalle file dell'Esercito. [31]», Nel luglio del 1982 dalla Chiesa dispose che fosse trasmesso alla Procura di Palermo il cosiddetto rapporto dei 162. Sulla loro stessa posizione Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1990 al 1993[56]. Lo stesso figlio Nando lo riteneva «capace anche di spregiudicati compromessi, ma sempre nel vincolo di quello che egli riteneva fosse il superiore interesse dello Stato»[57]. Vi furono attimi di tensione tra la folla e le autorità, sottoposte a lanci di monetine e insulti al limite dell'aggressione fisica. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice. Tweet. Ylenia Carrisi è viva: nuova rivelazione, ecco dove si troverebbe, Sondaggi elettorali SWG, in grande crescita tutto il centrodestra, Ultimi sondaggi Demopolis: governo di soli tecnici, no da elettori M5S-Lega, Ultimi sondaggi Noto: elettori Lega, M5S e Fdi diffidenti verso Draghi, Sondaggi elettorali, un confronto: i minority report degli istituti al 6 febbraio 2021. De Luca Carmine. Poi, a causa del suo rifiuto di collaborare nella caccia ai partigiani, venne inserito nella lista nera dei nazisti, ma riuscì a fuggire prima che le SS potessero catturarlo.[10]. A fine agosto, con una telefonata anonima fatta ai carabinieri di Palermo probabilmente dal boss Filippo Marchese, venne annunciato per la prima volta l'attentato al generale, dichiarando che, dopo gli ultimi omicidi di mafia, «l'operazione Carlo Alberto è quasi conclusa, dico quasi conclusa. Dal 1979 al 1981 comandò la Divisione Pastrengo a Milano; tra il 1981 e il 1982 fu vicecomandante generale dell'Arma.[4][6]. Dopo la guerra combatté il banditismo prima in Campania e quindi in Sicilia; dopo vari periodi a Firenze, Como, Roma e Milano, tra il 1966 e il 1973 fu nuovamente in Sicilia dove, con il grado di colonnello, comandante della Legione Carabinieri di Palermo, indagò su Cosa nostra. Cfr. Dopo avere selezionato dieci ufficiali dell'arma, dalla Chiesa creò nel maggio del 1974 una struttura antiterrorismo, denominata Nucleo Speciale Antiterrorismo, con base a Torino. [9] Nando che in seguito diventerà uomo politico più volte eletto parlamentare, Rita attualmente conduttrice televisiva e Simona, la più piccola dei tre figli. Nel dicembre dello stesso anno passò le linee nemiche con le truppe alleate, ritrovandosi in una zona d'Italia già liberata nel Regno del Sud. Carlo Alberto Dalla Chiesa: moglie e figli, chi sono i familiari del Generale. Palermo, 3 settembre 1982.», «Comandante di Legione territoriale accorreva, in occasione di un disastroso movimento sismico, nei centri maggiormente colpiti, prodigandosi per avviare, dirigere e coordinare le complesse e rischiose operazioni di soccorso alle popolazioni. Il padre l'avrebbe presentata nell'autunno del 1976, in un momento di particolare isolamento all'interno del corpo di appartenenza, su sollecitazione del gen. Franco Picchiotti, vice comandante dell'Arma[57]. Dalla Chiesa Carlo Alberto. Perfezionata o meno, la domanda di iscrizione rischiò di costargli molto cara. Dell'omelia del cardinale Pappalardo[40], fecero il giro dei telegiornali le seguenti parole (citazione di un passo di Tito Livio), che furono liberatorie per la folla,[41] mentre causarono imbarazzo tra le autorità (il figlio Nando le definì "una frustata per tutti"): «Mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di Sagunto viene espugnata dai nemici [..] e questa volta non è Sagunto, ma Palermo. La decisione arriva della II sezione della Corte d’appello di Milano che ribalta la sentenza di primo grado nel 2018. c) la comunicazione dei dati è facoltativa, ma in mancanza non potremo evadere la Sua richiesta; Nel 1979 venne trasferito nuovamente a Milano, promosso al comando della Divisione interregionale Pastrengo. Successivamente, scovati i rifugi dei più pericolosi, col concorso di pochi dipendenti, riusciva con azione rischiosa e decisa a catturarne alcuni e ad ucciderne altri in violento conflitto a fuoco nel corso del quale offriva costante esempio di coraggio.», Medaglia di benemerenza per i Volontari della Guerra 1940–43, «Ufficiale subalterno capace ed ardito, già combattente nell'Arma di Fanteria, rimasto al comando di una Tenenza, isolata, durante l'occupazione tedesca, con costante e perseverante azione di propaganda organizzava di propria iniziativa nel territorio giurisdizionale un'efficiente resistenza fra civili e militari, recuperando uomini, armi, munizioni e naviglio e provvedendo alla costituzione ed armamento di nuclei che sapientemente indirizzava e fiancheggiava nella loro azione di rivolta con decisione ed alto sprezzo del pericolo. De Albertis Sebastiano. Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito.